Come fare per adottare

Come fare per adottare

Iter da seguire1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità

La prima tappa, per chi desideri adottare un bambino straniero, è il Tribunale per i minorenni competente per il territorio di residenza. Una volta individuato il Tribunale, occorrerà rivolgersi all’ ufficio di cancelleria civile per presentare la "dichiarazione di disponibilità" all'adozione internazionale. Alla dichiarazione vanno allegati alcuni documenti (certificato di nascita dei richiedenti, stato di famiglia ,dichiarazione di assenso all'adozione da parte dei genitori degli adottanti ……….) e pertanto si consiglia di contattare preventivamente il Tribunale al quale si vuole inoltrare la richiesta; Gli aspiranti genitori adottivi devono in primo luogo rispondere ai requisiti previsti dall'art.6 della legge n.184/1983 :

“L’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni , o che raggiungono tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimoniale, tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei ad educare , istruire e mantenere i minori che intendano adottare”Riguardo all’età, secondo la legge, vi deve essere un differenza massima di 45 anni e minima di 18 con il figlio da adottare. Se il Tribunale per i minorenni ritiene che i coniugi siano in possesso dei requisiti sopra descritti, trasmette la documentazione relativa alla coppia aspirante, ai servizi degli Enti locali

2ª TAPPA: L'indagine dei servizi territoriali

I servizi degli Enti locali hanno il ruolo importante di conoscere la coppia e di valutarne le potenzialità genitoriali, raccogliendo informazioni sulla loro storia personale, familiare e sociale. Il lavoro dei servizi è volto alla stesura di una relazione da inviare al Tribunale, che fornirà al giudice gli elementi di valutazione sulla richiesta della coppia.

3ª TAPPA: Il decreto di idoneità

Una volta ricevuta la relazione il Tribunale convoca i coniugi e può, se lo ritiene opportuno, disporre ulteriori approfondimenti. A questo punto il giudice decide se rilasciare un decreto di idoneità o se emettere invece un decreto attestante l'insussistenza dei requisiti all’ adozione. E' chiaro che il Tribunale prende la decisione con riferimento agli accertamenti compiuti dai servizi, che costituiscono la base per la valutazione dell'idoneità.

Il decreto di idoneità può contenere anche, nell'interesse del minore, ogni elemento utile a completare il quadro delle caratteristiche della coppia, per favorire l incontro con lo specifico bambino, o con più bambini, da adottare. Una volta rilasciato, il decreto viene inviato alla Commissione per le adozioni internazionali e all'ente autorizzato, se è già stato scelto dai coniugi.

4ª TAPPA: Inizia la ricerca

La coppia in possesso del decreto di idoneità, deve iniziare entro 1 anno dal suo rilascio la procedura di adozione internazionale, rivolgendosi ad uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali. In questa fase la coppia può orientarsi verso un paese tra quelli nei quali l’ ente opera. Quasi tutti gli enti autorizzati organizzano degli incontri che hanno lo scopo di informare le coppie sulle procedure dei paesi in cui sono presenti, sulla realtà dell'adozione internazionale e di prepararli, con la collaborazione di psicologi ed altri esperti, al loro futuro ruolo di genitori adottivi.

Rivolgersi ad un ente autorizzato è un passo OBBLIGATO perché si possa realizzare una valida adozione internazionale. L'ente segue i coniugi e svolge le pratiche necessarie per tutta la procedura.

5ª TAPPA: L' "incontro" all'estero

Si tratta della fase più delicata e importante dell'intera procedura di adozione. In questa fase l'ente autorizzato al quale i coniugi si sono rivolti si fa carico della procedura di adozione nel paese straniero scelto. Quasi tutti gli Enti dispongono di 1 staff di operatori esperti che accompagna la coppia in tutte le fasi principali ( proposta di abbinamento, incontro con il minore in orfanatrofio, sentenza…..) collegate alla procedura di adozione all’estero.

L'ente autorizzato deve trasmettere tutta la documentazione riferita al bambino, insieme al provvedimento del giudice straniero, alla Commissione per le adozioni internazionali in Italia, che ne cura la conservazione.

6ª TAPPA: Il rientro in Italia

Una volta ricevuta dall'ente autorizzato la documentazione sull'incontro avvenuto all'estero e sul consenso a questo prestato dai coniugi, la Commissione per le adozioni internazionali autorizza l'ingresso e la permanenza del minore adottato in Italia, dopo aver certificato che l'adozione sia conforme alle disposizione della Convenzione de L'Aja.

7ª TAPPA: La conclusione

Dopo che il bambino è entrato in Italia, e sia trascorso l eventuale periodo di affidamento preadottivo, la procedura si conclude con l'ordine, da parte del Tribunale per i minorenni, di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile.

Competente a questa trascrizione è il Tribunale per i minorenni del luogo di residenza dei genitori nel momento del loro ingresso in Italia con il minore (anche se diverso da quello che ha pronunciato prima il decreto di idoneità). Con la trascrizione il minore diventa definitivamente un cittadino italiano e un membro a tutti gli effetti della nuova famiglia "multi-etnica" appena nata.


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